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Conviene comprare casa in questo momento? Cosa è accaduto al mercato immobiliare post-pandemia?

Maggio 2020

Il comparto immobiliare è tra i settori che stanno subendo le maggiori ripercussioni in questo periodo di grande difficoltà economica.

Gli italiani e la CASA


Per gli italiani, si sa, la casa ha un valore particolare: un po’ per motivi culturali, un po’ per la grande disponibilità di immobili a disposizione (secondo uno studio recentemente pubblicato ce ne sarebbero circa 1,2 per ogni cittadino).


Il 73% della popolazione possiede almeno una casa di proprietà, il dato è tra i più alti al mondo.


Possedere un’abitazione è un elemento di sicurezza e stabilità ed in molti ritengono che il mattone sia un investimento assolutamente sicuro, un bene rifugio sul quale investire anche la maggior parte dei propri risparmi.


Moltissime persone possiedono una o più case, magari ricevute in eredità e cointestata con altri eredi. La conseguenza diretta è che gran parte di questo patrimonio rimane spesso fermo e inutilizzato proprio perché in molti casi, riuscire a vendere questi immobili, può essere complesso proprio perché risulta difficile trovare un accordo tra i vari comproprietari.


L’ andamento del MERCATO IMMOBILIARE in Italia

Fatta eccezione per la ‘prima casa’, l’investimento nel mattone è solo uno dei tanti modi per investire i propri risparmi, e come ogni investimento è sicuramente utile a valutarne l’andamento nel tempo.


Come si è mosso il mercato immobiliare nell’ultimo decennio?

Secondo l’EUROSTAT, i prezzi delle case in Italia, confrontati su base annua, rimangono in costante calo dal 2014, con l’eccezione del 2016, con andamento disomogeneo a seconda delle diverse aree geografiche (diverso l’andamento nelle zone del nord e in quelle del sud, nelle gradi città o in periferia).


Secondo l’ISTAT, dal 2010 ad oggi le case nuove hanno registrato un calo del 2,4% mentre quelle usate hanno perso circa il 24% del loro valore.


Un mercato che da tempo presenta importanti criticità dovute principalmente alla mancata crescita economica del nostro Paese e al basso tasso demografico, tanto che abbiamo più case e uffici di quanti ne possiamo effettivamente utilizzare.


MERCATO IMMOBILIARE e Covid


Il mercato immobiliare nel 2020 è partito abbastanza bene, con segnali incoraggianti a partire dalla ripresa del prezzo al metro quadro degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario.


Con l’arrivo del Covid-19 lo scenario è mutato totalmente.


Nomisma, nota società di consulenza, ha diffuso a fine marzo i dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare 2020, prendendo in considerazione le nuove criticità dovute agli impatti della pandemia.


Da un lato i minori redditi dovuti al blocco delle attività, dall'altro una maggiore propensione al risparmio da parte delle famiglie, per mettersi al riparo dalle difficoltà, impatteranno a breve sia sulla quantità delle vendite che sui prezzi.


Nel triennio che ci aspetta Nomisma prevede:


Sul settore residenziale, una perdita tra 54,5 e 113 miliardi di euro di fatturato, a seconda dello scenario che si concretizzerà.

Nel 2020 le compravendite subiranno un brusco calo, con una perdita di quasi 50.000 operazioni nella migliore delle ipotesi.


Le pesanti ripercussioni del Covid-19 sull’economia non si estingueranno in pochi mesi. «La ripresa dipenderà dalle strategie che il governo metterà in campo per sostenere i redditi, dalla flessibilità delle banche sul fronte mutui e da come la crisi si rifletterà sull’economia in generale» .


Sul settore non residenziale si sono già sentite le prime forti ripercussioni su hotel, negozi e centri commerciali. Nomisma stima contraccolpi decisamente negativi anche per il segmento degli immobili d’impresa.


Nel frattempo c’è preoccupazione per la sostenibilità dei canoni alla luce dei problemi occupazionali e alla chiusura delle attività.

Per i prossimi mesi gli inquilini e i commercianti riusciranno a saldare il dovuto? I proprietari di immobili quanto potranno stare senza incassare i canoni?
Quanto questo impatterà sul prezzo degli immobili?

Intanto il mercato immobiliare rimane fermo dal momento che non ci sono appuntamenti per visitare le case o gli uffici in vendita. In questa situazione di forte criticità, è venuta in soccorso la tecnologia, con il business delle visite virtuali, da effettuare attraverso apposite applicazioni avanzate., ma al momento non è sufficiente.


Il futuro del MERCATO IMMOBILIARE


Per le abitazioni, c’è chi afferma che dalla crisi attuale, dopo il prolungato periodo di clausura forzata, emergerà una nuova domanda indirizzata verso case più ampie, con delle stanze in più, e soprattutto con degli spazi esterni.

A soffrirne questa volta potrebbero essere proprio le grandi metropoli a favore di zone periferiche, dove i prezzi sono maggiormente accessibili per l'acquisto di case più spaziose con terrazze e giardini. E se lo smart-working diventerà la norma, potrebbe addirittura non importare più che le periferie siano ben collegate.


Per gli immobili ad uso commerciale, c'è chi sostiene da un lato, che le nuove regole imporranno ambienti di lavoro più ampi e più salubri e chi ritiene che l’accelerazione dello smart-working cambierà il modo di lavorare nel terziario e allora saranno sufficienti uffici più piccoli che permetteranno alle aziende di risparmiare sui costi.


Intanto paura e incertezza sul futuro spingono molti Italiani a posticipare le loro scelte di investimento in immobili:

Da un sondaggio condotto da Immobiliare.it su un campione di oltre 18.000 utenti alla ricerca di un immobile in vendita, emerge che una persona su tre sta pensando di rimandare l’acquisto.

Di questi circa il 60% teme che nel breve possa scoppiare una grave crisi economica in cui non ci si potrà permettere di indebitarsi con l’acquisto di una casa.


Il 10,4% valuta l’idea di posticipare la ricerca per il timore di perdere il lavoro a seguito del lockdown.


Infine, il 9,7% degli utenti potrebbe rimandare la ricerca perché non ha più fiducia nella possibilità che le banche gli concedano un mutuo.

Certo è che il mercato immobiliare è profondamente legato all’andamento dell’economia e dell’occupazione e la sua evoluzione dipenderà principalmente dalla capacità reddituale di aziende e famiglie.

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