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Cosa ha causato il fallimento della Silicon Valley Bank? Esiste veramente un rischio contagio?

13/03/2023




In questi giorni la notizia del fallimento di una Banca Americana, la Silicon Valley Bank (SVB), è rimbalzata su tutti i notiziari.
Sono certa che a molti è tornata in mente la grave crisi finanziaria del 2008 innescata dal fallimento Lehman ed è più che lecito chiedersi se oggi i nostri risparmi sono in pericolo.

Perché è fallita la SVB?

E’ possibile un effetto domino?


  • La Silicon Valley Bank (SVB) era una banca commerciale con sede a Santa Clara, in California, fondata nel 1982 con l’idea di supportare e guadagnare sulla crescita delle aziende del settore tech della Silicon Valley.

  • La sua attività si era da sempre concentrata nel finanziare aziende tecnologiche, incluse le start-up di piccole dimensioni.

  • A seguito di acquisizioni e cessioni profittevoli, favorita dalla crescita esponenziale del settore tecnologico, era diventata in tempi brevi un colosso mondiale, con uffici a Londra, Hong Kong, Pechino, Shangai e Francoforte con oltre 8000 dipendenti.


Che cosa è accaduto?


L’impennata dei tassi di interesse dello scorso anno ha generato, tra le tante conseguenze, anche una forte crisi di liquidità delle aziende del settore tecnologico, in quanto si tratta spesso di aziende ‘più giovani’ e di conseguenza più indebitate. Molte di queste, per evitare di pagare interessi troppo alti hanno cominciato a drenare la liquidità depositata presso Banca.


Così per SVB è iniziata la crisi,

e quando a seguito di alcuni transazioni finanziarie, si è generato un buco da circa 1,8 miliardi di dollari, la Banca si è rivolta al mercato con un aumento di capitale, emettendo azioni per circa due miliardi di dollari senza, però, ricevere l’accoglienza sperata.


Il motivo principale delle difficoltà impreviste di SVB è da addebitare al forte rialzo dei tassi di interesse registrato negli Usa negli ultimi mesi,

un balzo che come conseguenza ha fatto anche emergere perdite rilevanti sui “vecchi” titoli obbligazionari detenuti in portafoglio.

Un problema, ma non un dramma, se la banca non avesse avuto necessità di vendere una parte di quei bond (facendo così emergere le perdite con conseguente ricapitalizzazione d'urgenza).


Probabilmente poco sarebbe accaduto se la richiesta di aumento di capitale fosse andata a buon fine…


Purtroppo la richiesta di liquidità al mercato ha suscitato negli ambienti economici dubbi sulla stabilità della Silicon Valley Bank, e ha dato il via ad una drammatica corsa agli sportelli, provocando un effetto a catena che ha portato la banca ad avere un saldo di cassa negativo di circa 958 milioni di dollari alla chiusura del 9 marzo.


A poco sono valsi i tentativi di salvataggio.

Il ritiro precipitoso dei depositi ha reso la banca incapace di pagare i suoi obblighi ed è diventata insolvente.


Venerdì la banca è stata chiusa e commissariata dalla Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic), cioè dall’Autorità che negli USA garantisce i depositi bancari fino a 250mila dollari.


L’agenzia federale ha comunque già dato vita a una nuova banca: la National Bank of Santa Clara, per i depositi e i gli asset di SVB. La nuova realtà creditizia sarà operativa da lunedì per facilitare i prelievi dei clienti dell’istituto.

La Yellen ha subito fatto presente che si vuole assolutamente evitare il «contagio» ed ha evidenziato come la situazione sia molto diversa dalla crisi finanziaria di quasi 15 anni fa in quanto «il sistema bancario americano è davvero sicuro e ben capitalizzato. È resistente».


Secondo un comunicato del Tesoro degli Stati Uniti, della Federal Riserve e della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), i correntisti saranno completamente tutelati senza comportare alcuna perdita per i contribuenti.

Come hanno reagito i mercati?


La notizia del fallimento di SVB ha ovviamente generato una reazione negativa su tutti mercati, che hanno visto volumi importanti di vendita sui titoli finanziari.


Rimane però la profonda consapevolezza che si farà qualsiasi cosa pur di evitare il contagio, e le stesse dichiarazioni della Yellen e di Biden ne sono una dimostrazione.



Però, ancora una volta, questa esperienza ci ricorda:

  1. che le Banche possono fallire;

  2. che c’è un limite alla garanzia della liquidità sul conto corrente (in Italia sono 100.000,00 euro);

  3. che conoscere il livello di sicurezza e solidità della propria banca, oggi più che mai, è di fondamentale importanza per preservare i propri risparmi.


E' importante infine sottolineare che gli investimenti in polizze o fondi comuni di investimento, oltre a permettere di diversificare, sono un patrimonio a sé stante, giuridicamente separato dall'attività della banca e quindi non possono essere coinvolti in un eventuale fallimento della stessa.



Silvia Morelli

Consulente Patrimoniale

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