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Ancora un taglio al rating dell'Italia! Lo sapevi che nel 2002 l'Italia aveva rating AA?

Aprile 2020


Cosa è il rating?
Il rating, proprio come nel caso degli elettrodomestici, è un indicatore di affidabilità.

Se per gli elettrodomestici si riferisce la qualità e alla capacità di funzionare nel tempo in modo efficiente, Il rating per gli emittenti, siano essi società, banche o stati, indica la capacità nel tempo di far fronte agli impegni finanziari assunti e di riuscire quindi ad onorare a scadenza i debiti contratti.


Si tratta di un giudizio che viene espresso da una società esterna e indipendente, lagenzia di rating, che valuta la solvibilità del soggetto e cerca di attribuire oggettivamente un giudizio circa la capacità dell'emittente di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. Tale giudizio è sottoposto a revisione periodica.


Quando parliamo di rating per l’Italia, ci riferiamo quindi alla capacità del nostro paese, di avere le disponibilità per rimborsare a scadenza i titoli di Stato emessi(BOT, BTP, CCT, ecc.) e detenuti da famiglie, aziende e investitori in Italia e nel mondo.


Se paragoniamo il bilancio dello Stato, a quello di una famiglia, possiamo comprendere che più si è indebitati, maggiori sono la rate e gli interessi da pagare.

Più debiti comportano più soldi da restituire, e, se i debiti crescono a dismisura, sarà sempre più difficile nel tempo riuscire a ripagarli, soprattutto se non si guadagna abbasta.


La storia del rating italiano


E’ da anni che le agenzie di rating declassano l’Italia di pari passo con l’aumento del debito pubblico.

L’ultima promozione risale al 2002 e da allora è stato un susseguirsi di bocciature per la nostra economia e l’affidabilità del nostro Paese.


La scelta di spendere più del dovuto è una vecchia abitudine italica che, dal Boom economico in poi, ha visto crescere i propri debiti in maniera esponenziale, con le spese sempre maggiori delle entrate che ci hanno fatto accumulare un debito difficile da sopportare.

Il giudizio dell'agenzia Fitch di questa settimana

Il giudizio emesso dalle agenzie di rating nei nostri confronti è da sempre una conseguenza dell' indebitato del nostro Paese, e il fatto che negli ultimi mesi il nostro debito sia cresciuto ancora di più, a causa della crisi generata dalla pandemia, ha determinato, ancora volta, ripercussioni sulla nostra affidabilità finanziaria.


In data 28 aprile, l'agenzia Fitch ha deciso di abbassare nuovamente il nostro rating portandolo a BBB- l’ultimo scalino prima che i nostri titoli vengano considerati JUNK ovvero ‘spazzatura’.

"Il downgrade riflette il significativo impatto del Coronavirus sull'economia italiana e sulla posizione di bilancio".

Questo il giudizio espresso dall'agenzia di rating che stima una contrazione del prodotto interno lordo dell'8% pe il 2020 e un debito al 156% del PIL.

Un Un rapporto debito/PIL che si stabilizzerà su questo livello molto elevato nel medio termine, generando rischi di sostenibilità del debito


La stessa agenzia stima per il 2021 una crescita del PIL del 3,7%, sostiene però che

"la forza della ripresa la di là del 2021 è altamente incerta date le debolezze sottostanti dell'economia"


L'attesa si sposta adesso su Moody’s, che sull’Italia ha un rating «Baa3» (l’ultimo gradino dell’investment grade) con prospettive negative e ha in programma una revisione l’8 maggio prossimo

Cosa accadrebbe se i nostri titoli fossero declassati a 'spazzatura'?


  • Inizierebbe per i nostri titoli di Stato un periodo di grande volatilità;

  • lo spread andrebbe alle stelle;

  • il valore dei nostri titoli stato precipiterebbe;

  • sistema bancario italiano, che detiene una quantità molto elevata di Titoli di Stato, entrerebbe in grave difficoltà


Ricordi cosa è accaduto in Grecia?


Nel momento in cui mercati hanno declassato il debito pubblico di Atene (perché sono i mercati che bocciano e promuovono, non certo le agenzie di rating), i bond a 10 anni ellenici sono crollati di prezzo raggiungendo rendimenti imbarazzanti (superiori al 25%), al pari di alcuni titoli del Venezuela.. tanto per dare l'idea!



Ti invito a guardare con molta attenzione la tabella dei rating di Paesi e Banche




Come vedi il rating e di conseguenza il rischio non è uguale per tutti.


Dal momento che vivi in Italia, lavori in Italia e probabilmente le tue proprietà immobiliari si trovano in Italia, una buona idea è sicuramente quella di diversificare il rischio andando a scegliere strumenti finanziari che investono nel mondo ovvero in Paesi e Società che in questo momento sono meno rischiosi dell'Italia.

Ti ricordo, inoltre, che se i nostri Titoli di Stato venissero declassati a 'spazzatura', anche il nostro sistema bancario entrerebbe in crisi.


Io ho scelto di lavorare per la Banca del gruppo Allianz, per dare maggiore protezione e sicurezza ai miei clienti!


Quale rating ha la tua Banca? Cercala nella Tabella!


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