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I VANTAGGI DELLE POLIZZE SULLA VITA


Come evitare liti tra eredi e l’imposta di successione?

Una risposta a tale domanda è senz’altro la polizza di assicurazione sulla vita, che rappresenta un ottimo strumento di protezione e pianificazione patrimoniale in grado di svolgere funzioni sia previdenziali che successorie, beneficiando al contempo di una serie di vantaggi civilistici e fiscali.

La polizza di assicurazione sulla vita è un contratto attraverso cui il contraente, a fronte del versamento di un premio a favore dell’assicurazione, garantisce al beneficiario un capitale o una rendita al verificarsi di un evento legato alla vita dell’assicurato (morte, invalidità, sopravvivenza).


I vantaggi civilistici:

1) Segregazione, poiché ai sensi dell’art. 1923 cod.civ. le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare;

2) Revocabilità, poiché il contraente ha sempre la facoltà di riscattare parzialmente o interamente la polizza (talvolta pagando una penale nei primi anni di vita della polizza);

3) Modifica del beneficiario, poiché, salvo diversa previsione contrattuale, il contraente ha sempre la possibilità di cambiare il beneficiario senza alcuna particolare formalità, potendolo modificare anche con testamento;

4) La somma corrisposta al beneficiario a seguito della morte dell’assicurato non cade in successione e, quindi, non può essere “rivendicata” dai legittimari;

5) Il beneficiario può acquisire le somme dovute in virtù della polizza anche se l’eredità dell’assicurato è passiva, poiché egli vanta un diritto proprio verso l’assicuratore e non come erede dell’assicurato.


I vantaggi fiscali:

1) Esenzione dalle imposte di successione e di donazione, poiché le polizze sulla vita stipulate dal de cuius non rientrano nell’attivo ereditario;

2) Esenzione parziale delle imposte sul reddito, con la precisazione che l’esenzione è limitata alla quota riferibile alla copertura del rischio demografico, mentre la quota parte dei proventi riferibile all’investimento finanziario beneficia di una tassazione sostitutiva Irpef nella misura del 26%;

3) Differimento del pagamento delle imposte, poiché l’imposta di bollo e l’imposta sui capital gain sono differite al momento in cui la polizza verrà effettivamente liquidata, ciò consentendo, da un lato, la possibilità di compensare eventuali minusvalenze senza limitazioni di tempo e, dall’altro, di far sì che i rendimenti lordi vadano ad accrescere il montante che verrà investito di anno in anno.


I vantaggi non sono finiti…

Gli attivi segregati in polizze vita non corrono il rischio bail-in, perché nel caso in cui i prodotti assicurativi facciano capo a società che appartengono a un gruppo bancario, il loro patrimonio e la loro gestione sono separati da quelli dell’istituto di credito.


E’ bene, peraltro, ricordare che i premi della polizza versati dall’assicurato costituiscono una donazione indiretta a favore del beneficiario, la quale – com’è noto – è soggetta alle eventuali azioni di riduzione e collazione da parte degli eredi.


Le polizze sulla vita sono uno strumento utile, ma da maneggiare con cura… perciò è sempre bene affidarsi a persone esperte in diritto e finanza.

Avv. Silvia Morelli

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