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Piovono miliardi dall'Europa grazie al Recovery Fund: di cosa si tratta

Aggiornato il: mag 31

Maggio 2020 - Vuoi informazioni sull'articolo? Wathsapp 339/1716271

Si chiama 'Next Generation EU', vale 750 miliardi di cui 500 miliardi di sussidi a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti.

Qualche giorno fa la Francia e la Germania hanno reso nota la loro proposta sul Recovery Fund, un progetto da 500 miliardi di euro con il quale sostenere i Paesi travolti dalla pandemia non tramite prestiti, ma con trasferimenti di denaro a fondo perduto.


Se da una parte a colpire è stato l’inatteso ammorbidimento della posizione tedesca, da sempre simbolo del rigorismo settentrionale, dall'altro non sono tardate ad arrivare le polemiche di Olanda, Austria, Svezia e Danimarca e ovviamente la partita con non è ancora chiusa.


Così, sulla spinta della proposta Franco-Tedesca, il 27 maggio la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha presentato il progetto di Recovery Fund.

Si tratta di un fondo per la ripresa dell’economia europea in ginocchio per la crisi provocata dall'emergenza Coronavirus.


Lo strumento - ha detto Von der Leyen - si chiama 'Next Generation EU', vale 750 miliardi e si aggiunge quadro finanziario pluriennale 2021-2027, di 1.100 miliardi", ed entrerà in vigore dopo essere stato negoziato da tutti i 27 Paesi e approvato dal Parlamento Europeo.


"La crisi sta avendo effetti in tutti i Paesi - ha spiegato von der Leyen - e nessuno può ripararsi da solo.


Un'economia in difficoltà da una parte, ne indebolisce una forte dall'altra.

Divergenze e disparità aumentano e abbiamo solo due scelte: o andiamo da soli, lasciando Paesi e regioni indietro, o prendiamo la strada insieme.

Per me la scelta è semplice, voglio che prendiamo una strada forte insieme".


Poi ha aggiunto: "Next generation EU sarà uno strumento limitato nel tempo e sarà straordinario tanto quanto l'attuale crisi.

Dobbiamo raggiungere un accordo quanto prima, per dare tempo alla necessarie ratifiche. Sono a favore degli appelli che chiedono che si agisca prima della fine dell'anno. Lavoreremo per arrivare ad un accordo quanto prima. Siamo ad un momento decisivo per l'Europa"


La dotazione di 750 miliardi di euro sarà così ripartita: 500 miliardi di sussidi a fondo perduto destinati ai Paesi più colpiti dalla crisi, tra cui l’Italia, e 250 miliardi di prestiti riservati agli Stati membri.

I 750 miliardi sarebbero raccolti sul mercato da parte della Commissione attraverso l’emissione di titoli (obbligazioni probabilmente con rating AAA), sostenuti e garantiti degli Stati membri e rimborsati congiuntamente nel corso di decenni, senza che sia necessario incrementare la quota di contributi che ogni Paese versa all'Europa. Il debito così emesso dovrà essere rimborsato tra il 2028 e il 2058, attraverso il bilancio comune post 2027.


Per reperire risorse, Bruxelles propone anche di includere nuove risorse da tasse sulle emissioni, sulle grandi multinazionali, sulla plastica e web tax.


I soldi verrebbero immessi nelle economie dei diversi Paesi andando a finanziare programmi europei incentrati sul Green Deal, sul digitale e sul sostegno ai lavoratori a partire dai più colpiti dalla crisi. Non solo un rilancio della congiuntura ma una vera e propria modernizzazione dell’economia.


L‘Italia, che è stata la più colpita dal virus, sarebbe il principale beneficiario, con ben 81,8 miliardi a fondo perduto e 90,9 a titolo di prestiti. Questo ci permetterebbe di reperire il denaro per sostenere le spese legate all'emergenza senza la necessità di doverlo restituire individualmente e dunque senza eccessivi pesi per un debito pubblico già enorme.

Alla Spagna, secondo paese più colpito, spetterebbe la seconda fetta più corposa, e verrebbero destinati 140,4 miliardi, divisi tra 77,3 miliardi di aiuti e 63,1 miliardi di prestiti.


La cosa più importante è che finalmente si comincia a ragionare di progetti comuni per il futuro dell’Europa, si parla di solidarietà europea, e non più soltanto di tasse, regole e imposizioni


La Von der Leyen ha concluso il suo discorso affermando che “occorre fare un ulteriore passo coraggioso verso l’Europa della sostenibilità e che lo dobbiamo alle prossime generazioni!


Next Generation EU…..'Prossima Generazione Europea'..... il nome scelto mi fa pensare a mia figlia, che ha 20 anni, che frequenta l’università insieme ad altri studenti europei. Per lei essere un cittadino europeo è una cosa normale, scontata, e non saprebbe neppure immaginare un mondo senza Euro e senza Europa!
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