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Guerra Russia Ucraina: dove trovare protezione e nuove opportunità di investimento



Il conflitto in Ucraina ha sconvolto il mondo intero, causando una grave crisi umanitaria e sociale, oltre che economica. Proprio in questi giorni il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le stime per la crescita del PIL globale (prodotto interno lordo globale) per il 2022.


Quali sono le conseguenze?
In questo contesto è ancora possibile trovare opportunità di crescita per i nostri investimenti?

Una delle conseguenze più significative della guerra è sicuramente lo shock dei prezzi delle materie prime, che ha generato un forte incremento del tasso di inflazione al di sopra di ogni previsione, e che ha costretto le Banche centrali (principalmente la Banca Centrale Americana) ad intervenire con un repentino rialzo dei tassi di interesse proprio nell'intento di arginare l'inflazione.


Prima di tutto è necessario comprendere la rilevanza di Russia e Ucraina nel commercio mondiale delle materie prime:


La Russia è uno dei principali fornitori al mondo di materie prime energetiche e metalli:

  • copre il 10% del consumo globale di petrolio e il 40% del gas naturale europeo;

  • copre il 45% delle esportazioni globali di palladio (fondamentale per l’industria automobilistica) e il15% di quelle di platino;

  • per i beni alimentari copre 5% delle esportazioni globali di grano;

  • è uno dei principali produttori di fertilizzanti al mondo e copre circa 12.6% delle esportazioni globali di fertilizzanti


L’Ucraina è particolarmente importante per la produzione di beni agricoli:

  • pesa per il 10% delle esportazioni globali di grano, per il 14% di quelle di mais, per il 17% di quelle di orzo;

  • pesa per il 51% delle esportazioni di olio di semi di girasole;

Buona parte della produzione di questi beni avviene in aree dell’Ucraina dove attualmente si svolge la guerra, mettendo a rischio non solo le esportazioni di quest’anno ma anche le prospettive per le prossime stagioni.


Se in una fase iniziale si poteva pensare che il conflitto si sarebbe risolto in tempi brevi, il supporto militare e strategico da parte degli stati della Nato e la volontà del popolo ucraino di non soccombere, hanno determinato una resistenza del tutto inaspettata, tanto che oggi diventa davvero difficile capire per quanto tempo ancora il conflitto andrà avanti.


Il quadro non è dei più semplici.


Diventa oggi ancora più determinante una gestione flessibile degli investimenti, che sia capace di reagire al contesto in cui ci muoviamo andando ad individuare quei Paesi e quelle aree di investimento che offrono maggiore protezione dai rischi e permettono opportunità di crescita.


AZIONARIO GLOBALE: chi guadagna e chi perde con la guerra


Possiamo facilmente comprendere come l' EUROPA, che importa il 60% dell’energia di cui ha bisogno, è uno dei Paesi che continuerà a risentire maggiormente della guerra, al contrario degli STATI UNITI che sono tra i maggiori produttori mondiali di gas e petrolio.


Se ci spostiamo ad oriente, l’INDIA si trova da un lato a subire l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti fondamentali per la produzione di grano e riso, necessari per coprire il fabbisogno domestico; dall’altro, grazie ai buoni rapporti con al Russia, importa petrolio a prezzi scontati.


Per quanto riguarda la CINA, pur essendo uno dei più grossi importatori di materie prime, grazie alla relazione commerciale privilegiata con la Russia prosegue a pieno regime, riuscendo ad approvvigionarsi a prezzi convenienti molte materie prime russe.


Possiamo inoltre tenere in considerazione quei Paesi che vedono la prospettiva di diventare una possibile fonte sostitutiva delle materie prime fino ad oggi provenienti da Russia e Ucraina; tra questi ci sono sicuramente i grandi produttori di petrolio concentrati in Medio Oriente, ma anche l’America Latina, in generale molto ricca di risorse naturali, e ancora il Sud Africa, Paese esportatore di metalli come ferro e platino.

IMPENNATA INFLAZIONE: rialzano i tassi


L'aumento dei prezzi delle materie prime ha determinato un maggiore costo nella produzione di beni e servizi che ha prodotto ulteriori pressioni sul tasso di inflazione già in rialzo a seguito delle difficoltà di approvvigionamento causate dalla pandemia.


Complice l’impennata dei prezzi al consumo, le maggiori banche centrali hanno accelerato sulla strada del rialzo dei tassi per la necessità di contrastare “assolutamente” l’inflazione; ecco come si sviluppa il processo:


  1. l'aumento dei tassi rende i prestiti di denaro più costosi e scoraggia l'accesso al credito;

  2. le famiglie dispongono di meno liquidità e circola meno moneta nel sistema;

  3. i consumi si contraggono, scende quindi la domanda di beni e servizi;

  4. meno domanda determina un abbassamento dei prezzi;

  5. i prezzi in discesa determinano una riduzione del tasso di inflazione;


TASSI IN RIALZO: investimenti obbligazionari in discesa


E' fondamenta sapere che esiste una relazione inversa che collega il prezzo dei titoli e dei fondi obbligazionari all'andamento dei tassi:



Quando i tassi di interesse salgono le obbligazioni perdono valore.


Quando i tassi di interesse scendono le obbligazioni aumentano di valore.



Nelle ultime settimane il repentino rialzo dei tassi ha generato una improvvisa discesa dei prezzi dei titoli obbligazionari e dei fondi obbligazionari, così molti risparmiatori, anche quelli con profilo di rischio molto prudente, hanno visto scendere il valore dei loro investimenti.


Non c'è da preoccuparsi, qualsiasi investimento, anche quelli più prudenti sono soggetti ad oscillazioni di prezzo!
Per gli investimenti obbligazionari è generalmente sufficiente attendere la scadenza e rispettare l'orizzonte temporale indicato, per recuperare il valore investito e "portare a casa" il rendimento atteso.

Cosa puoi fare per ottimizzare la gestione dei tuoi risparmi


Se hai già investito i tuoi risparmi

questo è sicuramente un ottimo momento per effettuare un controllo con il tuo consulente e verificare se serve eseguire degli spostamenti, per cogliere opportunità o metterti al riparo; ovviamente dipende anche dal tuo profilo di rischio!


Se detieni liquidità da investire

ti ricordo che l'inflazione ad aprile in Italia si è attestata al 6,2%; questo significa che 100.000,00€ lasciati sul conto perdono il loro potere di acquisto, e in un anno è come se fossero diventati 93.800,00€.


Dopo i grossi storni da inizio anno, sicuramente il mercato offre oggi interessanti opportunità di acquisto, non per niente il "mitico" Warren Buffet, proprio in questi giorni, ha investito ben 51 miliardi di dollari sui mercati finanziari!


Il mercato obbligazionario, con i rendimenti tornati ad essere interessanti, può essere oggi il "porto sicuro" che tanti ricercano.

Variazioni in negativo del mercato obbligazionario, come quelle a cui abbiamo assistito da inizio anno, non sono comuni e devono essere considerate eccezionali.


I corsi delle obbligazioni e con essi le quotazioni dei fondi obbligazionari, sono scesi molto velocemente perché scontano già i prossimi rialzi dei tassi d’interesse che non necessariamente verranno realizzati.


Cosa accade a TASSI e OBBLIGAZIONI se l'economia rallenta?


Per evitare una nuova recessione, le Banche Centrali saranno costrette ad abbassare di nuovo i tassi e allora gli investimenti obbligazionari torneranno ad apprezzarsi, anche molto velocemente.


Sul mercato azionario, come la storia ci insegna, i momenti di forte correzione si sono sempre rivelati, con il 'senno di poi', come interessanti opportunità di acquisto.


Come sarà il mondo di domani?



Se riusciamo a guardare oltre il drammatico momento che stiamo vivendo, ci accorgiamo che ci sono temi come la l'Evoluzione Tecnologica, l'Ecologia, la ricerca in ambito medico e scientifico, la transizione Energetica, la Cyber Security e molti altri, che nonostante le varie crisi e gli alti e bassi del mercato, continueranno a crescere perché il mondo non si ferma.


La speranza nel futuro è ciò che ha permesso al mondo intero di andare avanti e di evolversi! Credo che anche questa volta riusciremo a lasciarci questi anni difficili alle spalle, e desidero puntare all'orizzonte, a quella luce che indica un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni.


Silvia Morelli

Consulente Patrimoniale

www.smalquadrato.com

silviamorelli.allianzbankfa.it



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