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CORONAVIRUS: CIGNO NERO O TEMPESTA PASSEGGERA?


21 febbraio 2020





Ad inizio di quest’anno, di previsioni sull’andamento dei mercati ne erano state fatte diverse, e ci eravamo fatti un’idea di come sarebbe potuto andare il 2020.
Ma un virus no, nessuno lo aveva preso in considerazione.
E al di là dell’ansia, delle preoccupazioni, delle fake news, e delle conseguenze del virus stesso, dovremo cominciare a considerare gli effetti sull’economia globale e soprattutto sulle nostre vite e sui nostri investimenti.

Infatti prima ancora che sull’economia, gli impatti immediati dell’epidemia li abbiamo sentiti sulla finanza a causa dell’effetto panico.


Il coronavirus è lo spillo che farà scoppiare la bolla?


In economia potremmo catalogare il coronavirus come ‘un cigno nero’:

si tratta cioè di un evento imprevedibile, la cui portata è potenzialmente catastrofica, ma che nella realtà ha bassissime probabilità di evolversi nel suo scenario peggiore (quante probabilità ci sono in natura che nasca un ‘cigno nero’?).


Quello che sappiamo è che negli ultimi anni i mercati hanno preferito non dare troppa enfasi ‘ai cigni neri’, e dopo un primo momento di forte preoccupazione e conseguenti brusche correzioni, hanno ricuperato.


Se è vero che non possiamo prevedere con certezza cosa accadrà nel futuro, possiamo tuttavia provare a fare un confronto con quanto accaduto nel 2003, in occasione del virus della SARS: le borse persero al culmine dell’epidemia il 10% e mese dopo avevano già ripreso il 15%


Da quando è stato segnalato il primo caso positivo di Covid-19, l'Italia è emersa come il primo Paese del Mercato Sviluppato a sperimentare l'inizio di una crisi pandemica.

Gli ultimi aggiornamenti mostrano come, in realtà, i numeri in questione siano limitati e la rapida reazione del sistema sanitario nazionale e delle autorità coinvolte nella sicurezza pubblica permette di contenere il contagio. I mercati, tuttavia, hanno reagito fortemente lo scorso lunedì, tanto che il principale indice della borsa italiana è sceso del 5,43%.


Dobbiamo però considerare che tale correzione è avvenuto dopo un 2019 di forte salita dei mercati azionari, che per loro caratteristica intrinseca non hanno mai un andamento di crescita costante, e le oscillazioni sono un elemento di normalità che non possiamo evitare.


Ancora una volta le passate esperienze con Sars (2003) e SwineFlu (2009) hanno dimostrato quanto siano stati transitori gli effetti negativi e come l'economia si sia presto normalizzata.


Comprendo bene che molti investitori, in particolare coloro che controllano quotidianamente l’andamento del proprio portafoglio di investimenti, saranno molto preoccupati per averne visto scendere il controvalore nel giro di pochi giorni, ma ricordo a tutti che in questi momenti, nei quali i comportamenti si allontano dalla razionalità e si lasciano guidare dalla paura, è normale vedere forti oscillazioni sui listini azionari.

Così come è normale che dopo mesi di continua crescita, ai quali ci siamo subito assuefatti, i mercati riprendano il loro andamento altalenante.


Le oscillazioni di prezzo sono la normalità negli investimenti, e se nel breve ci possono spaventare, nel lungo periodo diventano impercettibili.


Le performance dei nostri portafogli le fanno prima di tutto i nostri comportamenti:
Basti pensare a ciò che è accaduto nel 2018 (forse ce lo siamo già dimenticato…) quando i mercati, soprattutto nella fase finale dell’anno, sono crollati.
Se presi dal panico di perdere tutto, avessimo deciso di vendere i nostri investimenti, avremmo realizzato una perdita certa e non avremmo potuto beneficiare del forte recupero di tutto il 201

Ma passiamo adesso ad analizzare la situazione attuale:


In Cina il CORONAVIRUS ha superato fase di picco e i casi di contagio sono in diminuzione; in America ci dicono che stanno mettendo a punto un nuovo vaccino, in Italia sono state prese misure di contenimento immediate e la diffusione del virus è molto bassa.

Quindi,  dobbiamo semplicemente avere un po’ di pazienza, magari spegnere ogni tanto la televisione che ha intensificato l'effetto panico tra la popolazione, seguire meno i social che spesso creano disinformazione e non controllare ogni momento l’andamento dei nostri investimenti! Che, tra l’altro, da inizio anno, riportano performance positive!


Probabilmente tra qualche mese, quando tutto sarà risolto, torneremo a dimenticarci di quanto siamo stati in ansia e nemmeno questa volta avremo imparato la lezione.


Ci saranno in futuro altri momenti di crisi, influenze di vario tipo, conflitti politici ed economici e momenti di recessione, ma ogni volta, dopo l’inevitabile correzione, i mercati ripartiranno, continuando a preformare e a battere i massimi raggiunti in precedenza.


I momenti di storno e correzione non devono spaventare ma essere presi come occasioni di cui approfittare!
La storia ce lo insegna, e per dimostrarlo vi allego l’andamento storico del principale indice di borsa americano, lascio a voi le conclusioni.


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